Questo articolo è riservato ai professionisti del BIM: BIM Manager; BIM Coordinator; BIM Specialist o CDE Manager, che utilizzano un software di modellazione BIM.

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Leggi l'articolo qui sotto per scoprire come gestire digitalmente l'intero ciclo di vita dell'edificio per aumentare la tua competitività usufruendo di strumenti digitali innovativi come il Common Data Environment o ACDat (Ambiente Condiviso di Dati).

Innanzitutto benvenuto…

Se stai leggendo questo articolo probabilmente sei tra gli addetti del settore che sentono la necessità di far evolvere questo modo di operare verso una filiera delle costruzioni integrata che consente di lavorare al meglio già durante le fasi di pianificazione ed evolvere linearmente nelle fasi successive: progettazione, costruzione e gestione e manutenzione dell’immobile.

La norma UNI 11337 e ISO 19650 definiscono un nuovo modello dei processi informativi nel settore delle costruzioni, dando impulso alle aziende che operano nel settore degli appalti pubblici e probabilmente tu sei qui non solo perché la norma lo impone. 

Dotarsi di un Ambiente di Condivisione Dati (AcDat), traduzione italiana di Common Data Environment (CDE) è diventato un must per le imprese del settore che necessitano distinguersi dai concorrenti e quindi essere competitive in un mercato drammaticamente carente sul fronte della produttività (ossia sull’incapacità di sfruttare sempre meglio i fattori produttivi, capitale e lavoro).

Il BIM Manager oggi ha la responsabilità sull’intero flusso di lavoro BIM di un’azienda operante nell’industria delle costruzioni (rimando all’articolo uscito sul nostro blog in cui approfondiamo il ruolo del BIM Manager). 

Ma se sul ruolo di questo manager siamo tutti d’accordo, avendone una definizione precisa derivata dalla normativa UNI 11337-5, la domanda corretta è:

Le aziende sono pronte per questa trasformazione digitale? Si sono dotate degli strumenti digitali necessari per consentire, appunto a BIM Manager come te, di far organizzare la filiera di persone e processi?

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i problemi più comuni che gli utenti riscontrano quotidianamente durante lo svolgimento delle loro attività e per i quali stanno cercando una soluzione.

Fase della produzione: Project e Construction Management

Se sei BIM Manager dell’azienda Committente, ti sarai trovato a redigere il Capitolato d’appalto e il Capitolato Informativo e definire gli aspetti contrattuali della commessa che dovranno poi essere ripresi e verificati nelle fasi successive all’aggiudicazione per garantire il regolare svolgimento della commessa in ordine alle direttive stabilite contrattualmente.

Se al contrario ti trovi dall’altra parte della scrivania, cioè quella del contraente i problemi sono altri, ma non meno rognosi. 

Infatti il BIM Manager in questa fase oltre alla verifica dei requisiti imposti dalla gara d’appalto, dovrà preparare e redigere l’offerta per la Gestione Informativa e supportare il BIM Coordinator nell’avanzamento della stesura effettiva del piano.

In questa fase, in particolare, concorderai che è necessario integrare e coordinare i progettisti specializzati nei vari ambiti (idraulico, elettrico, termico, strutturale, ecc), ma non basta. 

Oltre al coordinamento dei progettisti è necessario monitorare lo stato di avanzamento delle attività, nonché la qualità della “produzione” dei progetti. 

In tal senso ci aiuterebbe uno strumento che consenta di aprire i file e i documenti in un unico ambiente che contiene tutti i possibili tool di visualizzazione dei file tecnici

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In un contesto di collaborazione tra professionisti come quello descritto, avrai sicuramente affrontato anche la problematica del “namingdei file

Ogni professionista adotta il proprio criterio di naming e di archiviazione; così anche se i file sono salvati all’interno di uno stesso contenitore, è indispensabile avere dei criteri uniformi per poter trovare file e documenti. 

Per questo alcuni software mettono a disposizione funzionalità di “Naming automatico”, cioè l’attribuzione automatica del nome del file, sulla base delle impostazioni predefinite a monte e non definibili dal singolo utente. 

Oltretutto una così articolata organizzazione deve anche prevedere una determinata gerarchia delle responsabilità delle attività con livelli di accesso personalizzati in funzione del ruolo ricoperto dalle persone. 

In un contesto non digitalizzato questa gerarchia di accesso è gestito in maniera totalmente destrutturata, con grandi rischi per la riservatezza e la sicurezza delle informazioni. 

Questo è un altro elemento critico che le piattaforme software di Common Data Environment (o AcDat, Ambiente Condiviso di Dati) si propongono di risolvere; grazie alle apposite funzionalità, forniscono un sistema strutturato e organizzato anche per questa problematica. 

Nella tua esperienza di gestione dei progetti ti sarai ritrovato a dover ricostruire la storia di parti del progetto, svolte magari da professionisti o dipendenti che non collaborano più con l’azienda, oppure a fronte di qualche contestazione dover capire chi ha svolto una determinata attività per risalire all’effettivo incaricato e responsabile. 

Anche in questi casi l’utilizzo di strumenti digitali per “tracciare e storicizzare” le attività sui dati e i documenti è indispensabile, diversamente alcune informazioni non sarebbero disponibili.

I processi approvativi normalmente avvengono tramite lo strumento dell’ email

Per esempio il progettista che completa una determinata area di progetto deve farla “approvare” dal supervisore (BIM Coordinator) per poter avanzare nel progetto; così decide di mandare una mail con il link alla cartella di progetto e ai documenti. 

Il supervisore dovrà aprire il file di progetto e i documenti correlati e di conseguenza risponderà all’ email con la conferma di approvazione

Problema: quella comunicazione non è collegata al progetto in quel preciso momento, cioè non esiste una correlazione tra la mail e il progetto nello stato preciso in cui viene approvato. 

Così in futuro sarà impossibile risalire all’informazione in un’organizzazione priva degli strumenti idonei come il Common Data Environment o AcDat per il Facility Management.

FASE DI GESTIONE E MANUTENZIONE

Una volta consegnate le chiavi al committente sarà suo onere dover gestire e manutenere l’opera in tutte le sue componenti: impianti, strutture, finiture ecc.

Uno dei maggiori problemi riguardanti la gestione e manutenzione di un edificio o di un intero patrimonio immobiliare riguarda la disponibilità delle informazioni relative alle componenti che costituiscono l’opera. 

Molto spesso chi deve effettuare le manutenzioni non avendo a disposizione tutte le informazioni deve “arrangiarsi”, con il risultato di un allungamento dei tempi e un aumento incontrollato dei costi.

Sempre più aziende che effettuano investimenti immobiliari, sia per la propria organizzazione, sia ad uso investimento, prendono in considerazione il processo nel suo insieme; dalla pianificazione fino alla fase in cui entreranno in possesso dell’immobile ed entreranno nella fase di gestione e manutenzione, nella quale l’opera inizia a rappresentare un costo annuo crescente per l’owner. 

È qui che le Società di engineering possono creare valore per i propri clienti: un immobile completo di tutti i dati e le informazioni generati durante le fasi precedenti risulta molto appetibile nella fase di O&M (Operation&Maintenance). 

In questa fase la gestione digitale dell’edificio o del patrimonio le informazioni disponibili in tempo reale rendono la manutenzione e la gestione dell’immobile più efficienti ed efficaci, grazie anche al fatto che i dati sono strutturati e ottimizzati per lo scopo ai quali sono destinati.

Per questo motivo è indispensabile che si cominci pensando alla fine, cioè già durante la pianificazione di un intervento di nuova costruzione o di ristrutturazione di un edificio. 

Se l’opera prevede l’utilizzo del BIM, è fondamentale che esso contenga le informazioni corrette utili anche nella fase di Operation & Maintenance (O&M).

Questa accortezza che quasi non comporta costi aggiuntivi consente di attivare immediatamente i processi digitali di gestione e manutenzione dell’immobile.

In pratica con la gestione della fase di O&M, in una piattaforma di Common Data Environment (o ACDat, Ambiente Condiviso di Dati) per il Facility Management basata sui modelli BIM, chi deve effettuare attività di manutenzione può “visualizzare” tutte le informazioni di gestione e manutenzione in un unico contenitore sempre collegato al modello BIM grazie al visualizzatore interno.

Inoltre l’esatta conoscenza dei componenti e degli spazi strutturati secondo specifiche richieste, consente di gestire in maniera più rapida le operazioni di manutenzione a richiesta, in caso di guasti, e rendere più efficiente e meno costosa la manutenzione programmata, mantenendo lo stato di efficienza e la compliance delle normative in linea con le aspettative.

In tutto questo, le attività che vengono effettuate sono sempre tracciate e storicizzate, consentendo di ricostruire in qualsiasi momento le attività effettuate e da effettuare, intervenendo in caso di disservizio.

Tutti gli operatori connessi alla piattaforma software che gestiscono le attività di Operation & Maintenance (O&M) hanno sempre disponibile in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo le informazioni per prendere le decisioni corrette (Facility Manager) o le informazioni per svolgere correttamente le attività a loro assegnate (Operator o aziende di Service).

Il modello BIM rimane al centro di qualsiasi attività e se connesso ad un sistema IoT (Internet of Things o ancora di Internet delle Cose) può facilmente operare come Gemello Digitale dell’edificio reale

Il Gemello Digitale (Digital Twin) è un trend in forte espansione (per saperne di più puoi leggere il nostro articolo di Blog sul tema)

In conclusione il nostro auspicio è che progressivamente si vada verso la digitalizzazione completa del settore delle costruzioni, nel frattempo vi sono ampi margini per potersi differenziare grazie agli strumenti messi a disposizione da Building in Cloud.

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